Tecnica

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Deliziose fritture

 

Zerri                                                                   Galleggianti in sughero

Durante le calde giornate estive quando non vogliamo crogiolarci al sole sulla sabbia rovente ma vogliamo pescare ugualmente senza però pretendere di allamare pesci da sogno,possiamo recarci su una tranquilla scogliera per poterci la sera preparare una deliziosa frittura a base di latterini,boghette e zerri freschissimi;in questi periodi caldi si sa, che di giorno è difficile pescare in santa pace,i bagnanti, il caldo ecc. ma se riuscissimo a trovare un angolo di mare dove stare in tranquillità allora il gioco è fatto:come attrezzatura bastano canne fisse corte,diciamo dalla 3 alla 6 metri,(eventualmente,causa scogli,dovessimo lanciare le nostre esche più in là del dovuto),personalmente quando effettuo questo tipo di pesca(solitamente mi reco sempre nello stesso posto e cioè verso la zona di Tricase Porto, perchè è più difficile trovare bagnanti rispetto alle scogliere di Leuca e dintorni)uso una cannetta in carbonio di 5 metri,pastura composta da pane e sarda macinata mentre come esca si può usare indifferentemente pastelle pronte o fai da te(ottime quelle preparate con il pan carrè con o senza l'aggiunta di formaggio)coreano muriddu innescato a piccoli pezzi o gamberetti;come filo madre useremo uno 0,18 un piccolo galleggiante in sughero ed un terminale dello 0,14 al quale monteremo una forcella con ami del 16 o del 18,come piombatura basterà inserire un paio di pallini spaccati dello 0,10 o 0,14 a seconda del moto ondoso(sicuramente il mare sarà calmo quindi i primi andranno benissimo).Cominciamo a pasturare  e nel frattempo montiamo la canna tenendo d'occhio il mare,il branco di minutaglie varie non dovrebbe tardare e le catture saranno continue e il divertimento assicurato.

Latterini

Non solo minutaglia però,potrebbe anche succedere,causa l'abbondante pasturazione,di richiamare proprio sotto i nostri piedi grossi branchi di salpe e cefali;è chiaro che a quel punto bisogna subito cambiare tecnica ed adeguarsi a ciò che vediamo e chissà che partendo da casa per una deliziosa frittura non torniamo per preparare una grigliata con i fiocchi. . .pasturando e gettando qualsiasi tipo di esca in mare non si può mai sapere cosa potrà succedere,perchè anche la pesca non è una scienza esatta,ma questo molti di voi già lo sanno.

Salpe

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La pesca al tocco

 

D'estate si sa che per andare a pescare ed ottenere buoni carnieri bisogna recarsi lungo le nostre coste con il favore delle tenebre poichè di giorno sarebbe difficile fare ciò,sia per la limpidezza delle acque sia per la mancanza dei cosiddetti pezzi da novanta che accostano a riva solo dal tramonto in poi.C'è una tecnica però che risulta molto divertente e redditizia e che si può praticare lungo tutte le scogliere sia alte che basse di giorno:la pesca a fondo che i nostri nonni praticavano una volta per portare a casa deliziosi pesci da friggere o un misto di pesce da zuppa e le sorprese non mancavano quasi mai;è una delle tecniche di pesca più semplici del mondo che consente di catturare diverse specie ittiche come ghiozzi,donzelle,sciarrani,tordi,scorfani,boghette,latterini, cefalotti,sparidi di piccola taglia e tutto quello che transita nei fondali sotto i nostri piedi.Per effettuare questa semplice tecnica di pesca abbiamo bisogno di una canna da lancio della lughezza di tre metri anche non in carbonio,l'importante che abbia un vettino abbastanza sensibile perchè, pescando a fondo al tocco,abbiamo bisogno di percepire la mangiata del pesce,cosa che con una canna che presenti un vettino grosso non sarebbe possibile,un mulinello di taglia 4000 imbobinato con uno 0,30 temolini da 30 a 50 grammi ed ami a gambo medio lungo del 10 o del 12 legati con uno 0,20:come esca pensando in tempi di crisi al risparmio,dei gamberetti congelati assolveranno il loro compito,altrimenti possiamo usare qualsiasi tipo di anellide ed anche il bigattino;poi è chiaro che se vogliamo aumentare la possibilità di incocciare una bella preda dobbiamo per forza di cose preparare un pò di pastura per richiamare il pesce:un qualsiasi sfarinato in commercio a base di sarda o formaggio andrà benissimo;però in linea di massima se ci rechiamo al mare solo per passare un paio d'ore in pieno relax con nostro figlio,nipote o da soli,una canna montata e un pò di gamberetti basteranno per divertirci.La canna per effettuare questo tipo di pesca dovrà essere montata nel seguente modo:al filo del mulinello tramite una girella con moschettone legheremo il classico paternoster con temolino finale mentre i braccioli verranno montati con uno 0,20 e saranno lunghi 30 cm circa.Una volta innescati gli ami basterà calare la canna perpendicolarmente alla scogliera e attendere che il piombo tocchi il fondo,dopodichè bisognerà fare un paio di giri al mulinello per mettere la lenza in tensione ed evitare che piombo e terminale rimangano incagliati sul fondo stesso:le mangiate saranno continue ma la maggior parte delle volte si tratterà di piccoli pescetti,ma non è detto che qualche bel pesce di passaggio non decida di assaggiare le nostre esche e regalarci qualche bella emozione nel recupero.Buon divertimento,con questa tecnica mai a mani vuote!

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La Pesca della Boga

 

Con l'arrivo del freddo oltre ad aguglie menole e zerri possiamo divertirci ad insidiare un pesce che può darci grosse soddisfazioni sia in termini di numerose catture sia perchè questo pesce può raggiungere il mezzo kg di peso:la Boga.Questo divertente pesce non è molto difficile da pescare e,se fatto entrare in pastura,possiamo passare delle belle ore in sua compagnia salpandone anche due alla volta,sia pescando con la canna di punta sia con il mulinello.Per quanto riguarda la canna fissa(o di punta)giunti sul luogo di pesca bisogna cominciare a pasturare la zona con un composto formato da un kg di pastura per fondo un kg di sarda macinata e il resto pane grattuggiato(2 o 3 kg circa).

Ora passiamo a montare la canna ricordando che la misura deve essere scelta anche in base al posto in cui ci troviamo:io ho comunque visto gente pescare le boghe sia con la 10 metri con il galleggiante sia con una 5 metri al tocco proprio sotto gli scogli e le catture vi assicuro non mancavano;in linea di massima dovremmo orientarci su una 8 metri montando un filo dello 0,25 o 0,30 un galleggiante a pera da 3 o 4 grammi ed un terminale dove legheremo due ami del  10 o del 12 a gambo lungo a 5 cm di distanza l'uno dall'altro,facendo attenzione a controllare sempre il filo vicino l'amo dopo ogni cattura,perchè la dentatura delle boghe è composta da piccoli dentini che possono recidere ogni tipo di monofilo:in presenza di grosse boghe possiamo anche usare ami numero 8 o 9 sempre a gambo lungo;la piombatura invece sarà composta da una torpilla del peso di 2 gr./2gr e mezzo e il resto pallini spaccati a completare il complesso pescante,come esca possimo utilizzare il gamberetto congelato e pezzetti di sardina coreano o muriddu.

Utilizzando la canna da lancio invece abbiamo bisogno di un attrezzo che abbia una lunghezza variabile dai 3 ai 4 metri corredata da un mulinello taglia 3000/3500 imbobinato con dell'ottimo 0,30;come galleggianti ne useremo di scorrevoli sia di forma sferica che allungata con una portata che va dai 20 ai 50 grammi per portare le esche lontano dalla riva visto che molte volte non riuscendo ad avere il branco delle boghe vicino,dovremo per forza di cose andare a cercarle lontano dalla riva,così facendo e pescando con galleggianti scorrevoli,aumentando tramite lo stopper la profondità riusciremo in breve tempo a capire dove staziona il branco.

Terminale sempre a forcella dello 0,25 con ami a gambo lungo legato ad una girella che sul nodo presenterà un gommino che impedisca al piombo scorrevole di battere sul nodo stesso indebolirlo a causa dei lanci frequenti e quindi romperlo.Per quanto riguarda ami ed esca vanno bene le informazioni date prima per la pesca con la canna fissa:Pesca alla Boga,divertimento assicurato!

Menola(Minula in dialetto leccese)

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Le Aguglie

 

Le aguglie sono dei pesci divertenti da pescare e ottimi da mangiare che da fine agosto sino ad ottobre(e a volte anche oltre)popolano i nostri mari per la gioa di molti pescatori che la insidiano con diverse tecniche;la più divertente è senza dubbio la pesca con la bombarda galleggiante:come canna può andare bene una bolognese un pò più rigida del solito con potenza di lancio intorno ai 30 grammi,un 2000 come mulinello imbobinato con uno 0,20,bombarde di grammatura diverse dai 15 ai 30 grammi(o in alternativa possiamo usare anche le bombarde pasturatore di uguale grammatura che ci aiuteranno a pasturare la zona di pesca)girelle triple per scaricare le torsioni del filo e delle bombarde,mentre come terminale dobbiamo tenere conto della grandezza delle prede e comunque uno 0,16 dovrebbe svolgere adeguatamente il suo compito,ami a gambo corto(ottimi i serie 10 della tubertini)numero 14 o 16 innescati con due bigattini,mentre se volessimo usare il tocchetto di sardina o pezzi di muriddu o coreano sarebbe meglio usare ami numero 10 o 12.

 

Se invece amiamo pescare a canna fissa e,pasturando adeguatamente con pane sarda macinata e un kg di sale grosso,dovessimo avere la fortuna di portare a tiro di canna(tipo una 8 o una 9 metri)il branco,non dovrebbe essere difficile effettuare grossi carnieri di aguglie a volte anche di grosse dimesioni senza dimenticare che potremmo allamare anche cefali schiumaroli occhiate e lecce stella.Montare una canna fissa per pescare le aguglie è la cosa più semplice del mondo infatti basta legare uno 0,16 o 0,18 un amo a gambo corto senza il galleggiante e senza piombo perchè le aguglie sono pesci di superficie e il divertimento è assicurato;lanciare di tanto in tanto dei bigattini insieme alla pastura è essenziale per tenere il branco sempre in pesca.

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Occhiate a traina

 

L'occhiata è un pesce presente lungo le nostre coste durante tutto l'arco dell'anno ed è possibile insidiarlo con diverse tecniche di pesca,oggi parleremo di come procurarci un buon carniere di occhiate trainando dalla barca d'estate:come canne impiegheremo attrezzi da traina leggera sensibili dalla lunghezza di un metro e mezzo circa abbinato ad un mulinello taglia 4000 nel quale imbobineremo un monofilo dello 0.30/0.35,legheremo poi una piccola girella alla quale poi monteremo il terminale lungo almeno una decina di metri,per il diametro c'è chi usa anche uno 0.18,ma siccome molte volte avremo a che fare con pesci che superano il mezzo kg di peso,forse sarebbe meglio orientarci su uno 0.22 o 0.25.Come esca useremo piccoli cucchiaini magari martellati e con piumetta finale,i sempre efficaci raglou soprattutto quelli di colore bianco dai 5 ai 7 cm di lunghezza,e le piumette che possiamo sia acquistare già pronte o divertirci a casa preparandole da soli;le più usate sono sempre quelle bianche,ma funzionano benissimo sia quelle bianche e azzurre(soprattutto nel mese di agosto e trainando a circa tre km da Lido Marini) sia quelle bianche e rosse.Trainando sempre a due/tre nodi ed in presenza del pesce non dovrebbe essere difficile portare a casa diversi esemplari di occhiate che come ben sapete è un pesce apprezzato in cucina data la dolcezza delle sue carni,quindi griglia pronta e buon appetito.

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Alla ricerca della spigola

 

La spigola è un predatore ricercatissimo dalla maggior parte dei pescatori sportivi e lo si insidia con diverse tecniche durante tutto l'arco dell'anno.La si trova ovunque:nei porti,sulle scogliere,in acque basse,in prossimità delle foci ecc.Per insidiarla in questo caldo periodo di inizio estate la tecnica principale è senza ombra di dubbio la bolognese utilizzando montature leggerissime e fili extra sottili.Come canna una bolognese da 5 o 6 metri può fare al caso nostro abbinata ad un piccolo mulinello del 1000(anche se molti appassionati pescatori di bolognese preferiscono usare mulinelli ancora più piccoli)imbobinato con del filo dello 0,14(c'è chi usa nel mulinello anche uno 0,12);un galleggiante che deve avere un peso compreso trà 0,50 e 1,50 grammi,questo perchè pescare la spigola a bolognese impone una montatura leggerissima in quanto molti esperti e garisti da prove fatte ed esperienze dirette insegnano che,quanto più leggera è la montatura,più ci si guadagna in termini di abboccate;la piombatura verrà effettuata inserendo pallini spaccati dello 0,10,più stretta all'inizio e più larga verso la fine della distribuzione stessa in modo di far poggiare dopo il lancio progressivamente prima il galleggiante poi la spallinata sino a giungere all'amo con l'eventuale esca.Come terminale abbiamo bisogno di uno svolazzo che di giorno e in condizione di acqua limpida raggiunga i due metri e abbia un diametro dello 0,08,altrimenti di notte o in condizioni di mare velato uno 0,10 o 0,12 in fluorocarbon andrà benissimo.L'esca da usare è senza dubbio il bigattino,innescato su ami che andranno da un 18 sino ad un 22,se invece pasturiamo a bigattino e peschiamo con il gamberetto vivo va da sè che dobbiamo usare un amo un pò più grosso tipo un 12 o 14.Un altro sistema di pasturazione ci è dato dall'utilizzo del pellet di sarda che possiamo mischiare al bigattino già dalla sera prima in modo tale che la nostra esca assuma l'aroma della sarda e contribuisca ancor di più con il suo potere attirante quando,giunti sul luogo di pesca,verrà lanciata in acqua tramite la fionda.Altra esca che rende abbastanza è il coreano innescato intero su di un amo adeguato,che può indurre gli esemplari più grossi ad abboccare,sempre tenendo presente la presenza di minutaglia che disturberebbe l'azione di pesca.Per finire vorrei bacchettare coloro i quali portano a casa esemplari di spigola al di sotto del mezzo chilogrammo di peso:la spigola per la sua conformazione è dotata tra l'altro di una grossa testa quindi se trattenete un esemplare da 200 o 300 grammi avrete poco da assaggiare;il mare e la pesca è una lotta e una sfida continua,miriamo al pesce di taglia e rilasciamo quando è possibile gli esemplari più piccoli.

Due stupendi esemplari di Spigola pescati dagli amici Donato e Mario.

Spot più gettonati per la spigola Torre Vado Torre S.Giovanni Torre Pali Santa Maria di Leuca Castro Otranto.

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Peschiamo la sera dalle scogliere

Con l'arrivo della bella stagione è abbastanza difficile andare a pescare di giorno sia per il caldo e sia perchè le zone marine sono letteralmente prese d'assalto dai bagnanti che si godono il sole delle loro meritate vacanze,quindi a noi conviene recarci a pesca poco prima del tramonto per effettuare la nostra battuta che dal calare del sole all'alba può regalarci grosse soddisfazioni.Pescheremo sia a  bolognese che all'inglese a seconda delle proprie abitudini cercando di insidiare pesci di taglia tipo il sarago che dal tramonto in poi esce alla ricerca di cibo,quindi usando determinati accorgimenti non dovrebbe essere difficile portare a casa un buon carniere di sparidi e non solo.Per quanto riguarda la bolognese pescando sulle nostre scogliere tipo la splendida Santa Maria di Leuca o le scogliere delle marine di Tricase Novaglie ed Andrano (Lecce) avremo bisogno di un attrezzo lungo 6 o 7 metri abbinato ad un mulinello 1000 imbobinato con uno 0,14,galleggiante da un paio di grammi e spallinata di piombo per la taratura abbastanza aperta per far scendere l'esca in maniera più naturale possibile visto che pescheremo sicuramente con il mare calmo;peschiamo a filo diretto senza usare terminali e lasciando dall'ultimo pallino all'amo almeno 50/60 cm.Come esca naturalmente è il bigattino a farla da padrone ma ottime catture sono state effettuate con la "malota" le pastelle e anche con il muriddu,quindi è sempre meglio avere almeno due tipi di esca e soprattutto effettuare una buona pasturazione in considerazione dei pesci che si vogliono pescare e dell'esca che si vuole usare;comunque se avessimo dubbi sulla pastura da usare pane e sarda miscelati tra di loro risultano essere un'accoppiata vincente.Diverse le specie che si possono insidiare come saraghi,occhiate,grossi cefali,grosse salpe se peschiamo con la "malota" o con il coreano,boghe e non è raro beccare anche qualche bella orata.Per quanto riguarda la pesca con l'inglese non cambia niente riguardo la pastura le esche e le prede da insidiare:da premettere che la vera canna da inglese è di solito costituita da una tre pezzi ma molti pescatori(io per primo) per comodità usano una telescopica lunga 4 metri,mentre per il mulinello un 2000 dovrebbe andare bene sempre abbinato ad uno 0,14 con galleggianti scorrevoli tipo le penne di pavone da 2 a 5 grammi da piombare con torpilla 3/4 inferiore della portata del galleggiante e piombatura a completare il complesso pescante.Una variante nella pesca dell'inglese è data dall'utilizzo del galleggiante scorrevole montato fisso fermato sulla lenza da appositi fermagalleggianti lasciando poi un lungo svolazzo(circa un paio di metri) per insidiare soprattutto la spigola ma anche le grosse occhiate che al tramonto spesso e volentieri accostano a riva,l'importante è,se usiamo il bigattino come esca,lanciare spesso la larva della mosca carnaria tramite la fionda per attirare i pesci e trattenerli nella nostra zona di pesca più a lungo possibile.

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A cefali con tecniche diverse

Il cefalo è un pesce che può essere insidiato con diverse tecniche di pesca differenti tra loro ma tutte efficaci:bolognese inglese canna fissa e mazzetta.Cominciamo dalla bolognese:andremo ad utilizzare un attrezzo compreso tra i 5 e i 7 metri di lunghezza abbinato ad un piccolo mulinello del 1000 caricato con uno 0,14 o 0,16 al massimo;galleggianti da 1 a 3 grammi di forma affusolata e ami storti tipo serie 19 della tubertini legati con uno 0,12,ma in condizioni di mare velato si può pescare direttamente con lo 0,14 e naturalmente con due ami legati a forcella;prepariamo una pastura a base di sarda o formaggio pasturando la zona che abbiamo scelto per insidiare i pesci lanciando di tanto in tanto palline di pastura per tenere i cefali sempre in pesca.Per quanto riguarda l'esca la migliore risulta essere il pane francese,ma ottimi risultati vengono ottenuti anche con i tocchetti di sardina,le pastelle già pronte o fai da te,il pan carrè e il bigattino.Per insidiare i cefali all'inglese le uniche differenze dalla pesca a bolognese sono date innanzi tutto dall'attrezzo lungo circa 4 metri adoperato dalla maggior parte dei pescatori per comodità(ma come ben saprete la vera canna da inglese è costituita da una attrezzo composto da tre pezzi ad innesto)e poi dai galleggianti che naturalmente non saranno fissi ma scorrevoli e di grammatura variabile da 2 a 5 grammi:ottime le penne di pavone interamente da piombare in modo da tarare alla perfezione il galleggiante per vedere anche le mangiate più delicate del cefalo.

Con la canna fissa invece parliamo di una tecnica di pesca che ancora oggi viene fatta dai pescatori più anziani con attrezzi pesanti e,molte volte,passeggiando sulle scogliere non è difficile vedere i cefali volare letteralmente sugli scogli appena salpati da questi signori che preferiscono pescare con tecniche un pò antiquate ma evidentemente efficaci ugualmente.Tornando a noi invece utilizzeremo attrezzi in carbonio,quindi molto leggeri,di lunghezza variabile dai 5 agli 8 metri in base anche alla scogliera scelta per la pesca,come galleggianti vanno bene quelli usati per la bolognese mentre per il filo dovremo montare la nostra canna con un 18 o 20 inserire il galleggiante e poi montare una girellina sul quale applicheremo la forcella di ami storti legati con un terminale che non scenda al di sotto dello 0,12 dato che peschiamo con una canna fissa e la nostra frizione è data dal nostro polso che cercherà di assecondare prede che a volte superano anche il kg di peso:esche da usare come sempre pane pastelle varie,sardine e bigattino e abbondante pasturazione per far giungere a tiro di canna gli esemplari più grossi. Una tecnica non molto divertente ai fini della sportività ma molto in voga tra i pescatori soprattutto quando si è alla ricerca del carniere importante che manca da un pò di tempo è la pesca del cefalo con la mazzetta,molto semplice e redditizia che non comporta un impiego di importanti attrezzature ma che comunque diverte:attrezzo principale una canna(non necessariamente in carbonio)che lanci almeno un 60/100 grammi abbinata ad un mulinello 4000 caricato con uno 0,35,dove inseriremo un piombo a oliva scorrevole da 40 grammi,un salva nodo e una girella alla quale legheremo la nostra mazzetta composta da 7 ami legati in serie sulla quale innescheremo un impasto della grandezza di una noce,si lancia e si aspetta che il cefalo,a differenza delle precedenti tecniche dove comunque bisogna ferrare,abbocchi;vi ricordo di non lasciare la canna poggiata sugli scogli perchè le abboccate dei cefali sulla mazzetta saranno sempre violente e quasi mai si tratterà di esemplari al di sotto del mezzo kg quindi se non volete che la vostra canna finisca in mare fate molta attenzione.

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Mormore dalla spiaggia

La mormora è un grufolatore presente lungo tutti i litorali sabbiosi dove scava alla ricerca di cibo,per questo i pescasportivi lo insidiano con mare calmo e la sua pesca viene effettuata soprattutto nei periodi primaverili ed estivi dove non è raro ottenere dei buoni carnieri a patto di recarsi in spiaggia con la marea giusta(consultare le tavole delle maree)e di notte,quando accostano alla ricerca di cibo, altrimenti il "cappotto" è assicurato.Per quanto riguarda l'attrezzatura abbiamo bisogno di una coppia di canne con potenza di lancio intorno ai 100/120 grammi abbinati a mulinelli taglia 4000 imbobinati con del monofilo dello 0,22 al quale monteremo un parastrappi dello 0,35 e per i terminali useremo degli ami tipo aberdeen numeri 8 o 10 montati con dell'ottimo filo dello 0,18,come esca l'insostituibile arenicola anche se ottime catture di mormore si hanno pescando con tutti i tipi di anellidi;personalmente a me piace molto pescare con il muriddu esca dalla quale ho avuto molte soddisfazioni;piombi adatti alle lunghe distanze girelle moschettoni perline e snodi vari completeranno la nostra attrezzatura.Questo in linea generale poi possiamo attuare diverse variazioni a seconda delle proprie abitudini o a seconda della spiaggia dove si effettua la battuta.Di solito la nostre canne sono montate con i classici paternoster ma a volte per trovare la zona di pascolo delle nostre "rigatine" bisogna "sparare" i nostri terminali lontanissimo e,per fare ciò, bisogna pescare con un terminale lungo aiutandoci con un bait clip,un piccolo accessorio molto efficace,grazie al quale agganceremo il lungo terminale che ci eviterà problemi in fase di lancio e,una volta in acqua,si distenderà entrando tranquillamente in pesca.Altro accessorio utile è il segnalatore d'abboccata che ci permetterà di avvertire le tocche delle mormore anche quando il pesce si dirigerà verso la spiaggia,cosa che non è possibile vedere con lo star light posizionato sulla cima delle nostre canne,il segnalatore infatti,posizionato a pochi cm dalla sabbia,salendo o scendendo,ci permetterà di vedere immediatamente le mangiate delle nostre mormore,e non solo. . . . .Come al solito ricordo ai signori pescatori un pò sbadati che scatole di polistirolo star light ami fili e quant'altro rimanga della nostra uscita in spiaggia non vengano lasciate sulla sabbia per rispetto del mare e per rispetto dei bagnanti che la mattina dopo affolleranno le spiagge.

 

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Pescare con la " Malota "

 

La pulce di mare denominata "malota" dai pescatori del salento era un'esca micidiale e molto diffusa prima dell'avvento in mare del bigattino.Ancora oggi però molti sono i pescatori che la usano sia perchè è questo il periodo dove la si trova più spesso nei negozi sia perchè con l'arrivo delle belle giornate è possibile pescare con la pulce tentando diverse specie ittiche con diverse tecniche di pesca,sia di giorno che di notte e poi perchè è efficace anche usata come pastura,l'importante è che quando usiamo la pulce per la pasturazione essa venga gettata in acqua morta altrimenti i pesci la seguiranno e non penseranno all'esca innescata sui nostri ami;per fare ciò basta portare un piccolo secchiello riempirlo di esca e schiacciarla usando un pezzo di legno e la pastura è fatta:semplice!Pescando a canna fissa di giorno con il mare mosso è possibile tentare saraghi occhiate salpe aguglie e tutti gli altri pesci che stazionano sul fondo,di notte invece solo i saraghi e le occhiate ma non è raro allamare delle mustelle o dei bei cerniotti,oppure delle belle orate.Più o meno uguali le prede che si possono insidiare sia di notte che di giorno pescando con la bolognese o con l'inglese eccezzion fatta se capitiamo su fondali sabbiosi dove non è raro passare delle belle serate a salpare di continuo grosse mormore;rimanendo in tema di mormore pescate con la "malota" in molti la insidiano con il palamito a vela riuscendo il più delle volte ad effettuare carnieri importanti,cosa che succede anche a chi va a pescare con il palamito dalla barca che ha come caratteristica un piombo ed un sughero alternati ogni 50 ami per poter così pescare sia in superficie sia a mezz'acqua sia a fondo e allamando pesci come boghe sugarelli zerri occhiate saraghi cerniotti piccoli dentici e pagelli .....praticamente di tutto.Anche pescando da riva a fondo riusciamo ad ottenere dei buoni risultati soprattutto in prossimità di quelle scogliere non molto accidentate dove riusciamo a stare in pesca tranquillamente senza grossi problemi d'incaglio.Per quanto riguarda i fondali sabbiosi potrebbe essere un'alternativa al surf pescando col pasturatore nel tentativo di pescare mormore saraghi ed orate tenendo presente però che essendo un'esca delicata non bisogna effettuare lanci violenti per non rovinarla o addirittura perderla.La vostra prossima ucita di pesca fatela con la "Malota" e buon divertimento.

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22 Aprile 2017 Si avvisa la gentile clientela che il metà... Leggi tutto...